Newsletter

Prima Pagina – Dati & Bilanci – Ed. 2014


La doverosa trasparenza e la necessaria professionalità degli Amministratori Condominiali obbliga questi ultimi a maggiori adempimenti e ad una maggiore burocratizzazione, che fatalmente e conseguentemente si ripercuote su un aggravio delle parcelle. Nonostante questo, che non è solo opinione nostra, ma riconosciuta e conclamata dai media locali e nazionali, stiamo assistendo ad un proliferare di offerte da parte di personaggi – non sono Colleghi – che se ne escono con proposte e promesse operative che superano anche le già corpose e pesanti incombenze gravanti per legge, ma a quotazioni assolutamente fuori mercato. Quaranta, cinquanta, sessanta euro per unità immobiliare – negozio, ufficio o appartamento che sia – non possono essere compensi con una logica commerciale. Prendiamo in considerazione uno Studio che amministri un migliaio di unità immobiliari, il ché vale a dire uno Studio di media grandezza, che gestisca, cioè, trenta fabbricati da trenta unità o quaranta fabbricati da venticinque unità, per un fatturato totale di 50.000,00 Euro.
Per gestire un migliaio di unità necessita avere un collaboratore, in quanto il solo Amministratore non sarebbe sufficiente ed in grado di svolgere bene e professionalmente l’incarico. Un collaboratore costa 29.600,00 Euro tutto compreso. A questa spesa si aggiungono le spese generali: affitto dell’ufficio, spese di gestione, telefono, computer, fax, stampante ecc. che potremmo quantificare, pur se chiaramente superiori, ed è ben comprensibile, in 5.400,00 Euro annui, per fare cifra tonda.
Lo Studio – a fronte di un incasso lordo di 50.000,00 Euro – costerebbe non meno di 35.000,00 Euro. Al “povero” operatore del settore – perché egli non può essere considerato Amministratore professionista – resterebbero 15.000,00 Euro annui, da cui si dovranno detrarre le doverose tasse di 3.450,00 Euro ed il residuo netto sarebbe ben misera cosa, per l’attività di un anno pieno di responsabilità ed incognite. Siamo, infatti, sicuri che il o i suddetti operatori potrebbero vivere con quello che rimane in tasca, ben inferiore a quello che percepirebbe un semplice, bravo loro collaboratore? Ed allora come faranno?
Non lo sappiamo, o non vogliamo saperlo, ma se qualche Condomino, gestito in questo modo, vorrà verificarlo non dovrebbe avere problemi. Si potrebbe obiettare che un migliaio di unità immobiliari sono poche? Raddoppiamole, anche se è il caso di chiedere a tanti bravi, onesti e preparati Colleghi, quanti di essi hanno in gestione un tal numero di unità.
Con cento fabbricati da venti unità o cinquanta da quaranta unità – vale sempre il discorso che per fabbricati più piccoli il lavoro in proporzione aumenta – si percepirebbero 100.000,00 Euro lordi, ma necessiterebbero almeno due collaboratori. Le spese conseguenti, fra dipendenti, affitto, spese generali, telefono o apparecchiature tecnologiche ecc., non sarebbero inferiori a 70.000,00 Euro. Ne resterebbero 30.000,00 lordi, a cui si dovranno togliere le sempre doverose tasse, che non dovrebbero essere lontane da circa 8.000,00 Euro.
E allora per 22.000,00 : 12 = 1.830,00 Euro mensili uno pseudo professionista si assumerebbe responsabilità civili e penali, oneri d’impresa e ogni e qualsiasi altro dovere? Per incassare come un suo dipendente e senza pensione a fine “carriera”?? Non scherziamo! E allora come fa? Non lo sappiamo, o meglio, lo immaginiamo: a Voi accertarlo, per rispetto verso i veri Professionisti.